MADRE DEL RISO (indigesto)

53f781e4217dc08049f0498c0733ca8b.jpgSfogliando un noto magazine italiano, un paio di mesi fa posai gli occhi sulla recensione di MADRE DEL RISO, debutto letterario di tale Rani Manicka. Si trattava di poco più di un trafiletto, ma il tono era talmente entusiastico (“un romanzo magico ed appassionante in cui le vicende della protagonista si intrecciano con i grandi avvenimenti dello scorso secolo”‘) che titolo e casa editrice (Mondadori) mi restarono ben impressi nella memoria. Acquistato il libro – anche sotto l’influenza dell’accattivante veste grafica – non mi ci volle molto per rendermi conto di aver portato a casa un’interminabile (475 pagine) sottospecie di Liala in salsa esotica. La storia della bambina nata a Ceylon, data in sposa per interesse e che si ritrova in miseria in una terra sconosciuta, avrebbe potuto suscitare un certo interesse, ma lo stile é quello che é: piatto, elementare, appesantito da una batteria di descrizioni ed aggettivi utilizzati come spezie salva minestra. Anche la traduzione (la matrice inglese della prosa é evidente) appare svogliata, affrettata. Ma come non esprimere solidarietà a chi deve aver inghiottito fino all’ultimo boccone del polpettone malese per redigerne la versione italiana? Io, lo confesso, non ce l’ho fatta.

MADRE DEL RISO (indigesto)ultima modifica: 2003-10-24T19:40:00+02:00da sebmaster
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