Musica liquida

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Da tempo diversi cantanti, autori e rock star attaccano la musica digitale e i lettori MP3 per aver distrutto il piacere della musica. Gli album andrebbero ascoltati su vinile o CD, i pezzi che li compongono dovrebbero essere riprodotti nella sequenza originale, l’esperienza dell’ascolto dovrebbe passare attraverso un supporto fisico da toccare, guardare, annusare; iPod, iPhone & co. spingerebbero a cambiare continuamente i brani in riproduzione, impedendo un ascolto attento e ponderato, eccetera. Pur condividendo l’affetto per determinati supporti e le loro indubbie qualità, a me sembra che certe critiche perdano di vista l’amore per l’essenza della musica, e che confondano comportamenti errati con gli strumenti. In realtà quella che viene definita “musica liquida” possiede non pochi vantaggi. Personalmente trovo fantastico poter portare con me – dovunque vado – l’equivalente di centinaia di CD o LP in un oggetto tascabile come l’iPod…. Ascoltare l’album (o il pezzo) che amo in qualsiasi luogo o circostanza lo trovo impagabile. La musica in digitale offre infinite libertà di utilizzo e di personalizzazione creativa (playlist): se c’è chi la usa in maniera deteriore, frettolosa o superficiale la colpa è dell’utente, non del mezzo. Nessun lettore MP3 vieta all’ascoltatore di godersi un album nell’ordine rigoroso in cui è stato concepito, così come nessun lettore di CD impedisce di spingere compulsivamente il tasto SHUFFLE… Morale della favola: ascoltiamo la musica come vogliamo, quello che davvero importa è ascoltarla.
Unica raccomandazione: se e quando adoperiamo il digitale, cerchiamo di procurarci delle cuffiette di buona qualità – quelle in dotazione ai player sono quasi sempre delle schifezze.

 

Musica liquidaultima modifica: 2015-03-27T15:10:16+01:00da sebmaster
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